Come gestire lo shock dei mercati?

  
  
L'inizio del 2016 è da incubo. Crolli generalizzati in borsa spaventano gli investitori. Come è possibile, praticamente, gestire lo shock dei mercati?

Fino ad ora, questo nuovo anno ha portato, borsisticamente parlando, un vero e proprio shock dei mercati.

Da inizio anno, praticamente tutti i mercati azionari mondiali hanno registrato pesanti perdite.

Come difendersi da questi scossoni e quali sono gli investimenti consigliati? Proviamo prima ad inquadrare lo scenario attuale, per poi capire dove sta finendo il denaro degli investitori.

La volatilità è ormai all’ordine del giorno: l’indice FTSE MIB nella scorsa settimana ha registrato variazioni giornaliere del 5%, sia al rialzo che al ribasso, apparentemente senza motivi validi che ne giustifichino tale violenza.

In maniera similare, le borse europee e orientali hanno registrato oscillazioni abbastanza pesanti e, dall’inizio dell’anno, perdite similari.

Volendo sintetizzare all’osso le motivazioni che portano a questi ribassi, possiamo citare:

  • Rallentamento economico della Cina
  • Crollo dei prezzi del petrolio
  • Stress sul settore bancario europeo

E’ un periodo talmente volatile, che probabilmente nel momento in cui leggerete questo articolo le quotazioni saranno già rimbalzate. E’ difficile, tuttavia, immaginare quando si tornerà sui valori dell’anno scorso, perchè in molti casi i ribassi sono stati veramente pesanti.

Il crollo azionario

L’indice italiano FTSE MIB, a metà del 2015, era riuscito a raggiungere quota 24mila punti. Nella scorsa settimana ci sono state chiusure anche inferiori a 16mila. Un terzo del valore è andato perso in meno di un anno, con il crollo concentrato soprattutto nell’ultimo mese. Da inizio anno la perdita è di poco più del 22% (dati alla chiusura del 12 febbraio 2016).

ftse-mib-2016-02-12

Rimanendo in ambito europeo, l’indice nazionale storicamente più solido è il DAX tedesco, che perde meno del nostro indice, ma comunque da inizio anno registra un -16%.

dax-2016-02-12

Lo stress maggiore si è registrato probabilmente nel settore bancario, che lascia non pochi timori negli investitori. Non è un problema solo italiano, ma è tutto il settore europeo a vivere un momento di crisi.

E’ vero che alcune banche italiane sono praticamente fallite o crollate in borsa (MPS registra un -62% da inizio anno), ma anche importanti realtà come Deutsche Bank, Credit Suisse, Societe Generale registrano perdite tra il 30% e il 40%.

L’indice settoriale europeo STOXX 600 Banks perde più del 40% dai massimi dell’anno scorso.

stoxx-600-banks-2016-02-12

Dove rifugiarsi?

In questo periodo ha funzionato il più classico dei porti sicuri: obbligazioni ad alto rating e metalli preziosi.

  

Considerando anche il cambio euro/dollaro, gli investitori che avessero puntato sull’oro avrebbero realizzato un +9,5% in un mese.

Da inizio anno, non considerando il cambio, le quotazioni di oro, argento e palladio si sono rivalutate rispettivamente del 16,7%, 13,6% e 13,6%. Il più classico dei beni rifugio.

Per gli investitori europei, un altro classico rifugio è il Bund tedesco.

Nel successivo grafico si evince come i rendimenti del decennale tedesco si siano notevolmente ridotti nel giro di un mese (si sono più che dimezzati).

bund-2016-02-12

E poichè in questo caso rendimenti inferiori significa quotazioni superiori, coloro che hanno in portafoglio il Bund tedesco hanno praticamente guadagnato il 3% (0,3% per 10 anni di vita residua)

Investimenti di questo tipo, finchè non si calmeranno le acque potranno essere interessanti in ottica di breve periodo.

Ragionando invece sul lungo termine, soprattutto a livello azionario, la preferenza deve andare su titoli o indici che riguardano i consumi incomprimibili della persona. Tali titoli o indici sono storicamente difensivi, e fanno capo a società i cui prodotti non possono subire più di tanto una contrazione delle vendite.

Chiaramente, poichè bene o male gli indizi azionari sono tutti correlati, anche questi settori oggi ne stanno risentendo, ma spesso siamo di fronte a società che ora non hanno motivo di perdere valore in borsa, perchè non siamo in crisi di consumi. Come ci insegnano i guru del cosiddetto value investing, queste possono essere le vere occasioni per costruire un tesoretto futuro.

  
  
  

LETTURE

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