Indici Total Return: quello che conta per l’investitore

  
  
Per valutare il reale rendimento di un investimento, occorre considerare le quotazioni Total Return, che tengono conto della capitalizzazione dei dividendi

Quando si sceglie di investire su un indice azionario (o anche azione singola), sicuramente si spera che le quotazioni salgano, in modo da ottenere un guadagno alla vendita.

Per verificare la bontà di un investimento, a patto che non si scelga di puntare solo sui fondamentali, spesso si dà un’occhiata al grafico storico delle quotazioni: in questo caso però, occorre considerare anche quale peso hanno avuto i dividendi nella storia passata.

Un grafico completo, nel caso di un indice o di una azione, è quello Total Return, che considera anche la capitalizzazione dei dividendi.

Il peso dei dividendi

Le azioni che staccano dividendo sono spesso molto appetite dagli investitori che amano monetizzare parte dell’investimento strada facendo.

Vi abbiamo già raccontato cosa serve sapere sui dividendi. A beneficio di chi non lo sapesse, il concetto chiave da sapere sullo stacco del dividendo è il seguente: quando un dividendo viene distribuito, l’azione (o l’indice corrispondente) si deprezza di pari valore.

Prendiamo ad esempio l’indice italiano FTSE MIB: se in un dato giorno vengono staccati dividendi per un valore pari al 3% dell’indice, e in quello stesso giorno le quotazioni salgono del 2%, a fine giornata la quotazione dell’indice registrerà una perdita dell’1%.

Questo perchè ad un guadagno del 2% si affianca un deprezzamento delle quotazioni del 3%, realizzando quindi un saldo negativo dell’1%.

Tuttavia, come sappiamo, non è una vera perdita per gli investitori, perchè in realtà il 3% sarà accreditato sui loro conti. A conti fatti quindi, in tasca rimane comunque un guadagno del 2% (volendo banalizzare, è come se il 3% venisse “spostato” dalle quotazioni al conto corrente degli investitori).

In tutti i grafici tradizionali dell’indice FTSE MIB, però, il dividendo non viene mai indicato! Coloro che non lo sanno, e che leggessero il grafico, sarebbero indotti a pensare che in quel giorno l’indice ha perso l’1%.

Occorre quindi, quando possibile, esaminare i grafici Total Return delle quotazioni, che, detto semplicemente, non tengono conto dello stacco dei dividendi e quindi, per quel giorno, avrebbero segnato un +2%.

Giusto a titolo d’esempio, stando ai dati della pagina ufficiale di FTSE.com, alla chiusura del 18 settembre l’indice FTSE MIB valeva 21514.90 punti, mentre l’equivalente indice Total Return ne valeva 38249.92 !

Questo effetto è ottenibile dagli investitori, reinvestendo i dividendi (che, però, vengono tassati al momento dell’accredito sul conto).

Proviamo a vedere quindi, stando ai dati storici di FTSE.com, quanto si starebbe guadagnando adesso con l’indice Total Return.

FTSE MIB Total Return

I dati storici recuperabili sul sito partono da agosto 2013, e indicano la quotazione di chiusura di ogni fine del mese. Alla voce Capital Return ci sono le quotazioni a cui siamo abituati (senza i dividendi). Alla voce Total Return ci sono invece le quotazioni comprensive di dividendi. Sono stati evidenziati in giallo tutti i punti in cui, nel mese, c’è stato uno stacco di dividendi: in questi casi l’indice Total Return registra chiaramente una performance migliore dell’indice tradizionale.

Iniziando ad investire ad agosto 2013, e reinvestendo i dividendi, oggi il guadagno sarebbe pari al 36,42%, al lordo delle imposte. Nello stesso periodo, invece, l’indice FTSE MIB tradizionale riporta un guadagno del 28,97% (quasi un 8% in meno su due anni).

Esiste un modo molto semplice, nel caso dell’indice FTSE MIB, per re-investire automaticamente i dividendi, senza incappare nella tassazione al momento dell’accredito e senza altre commissioni bancarie. Basta puntare su un ETF che replichi l’indice Total Return.

Per coloro che volessero conoscere, nel dettaglio, l’elenco degli ETF in questione, vi proponiamo la lettura di un altro nostro articolo, che vi spiega come investire sull’indice italiano tramite gli ETF, scegliendo le modalità di accredito dividendi che più vi piacciono.

Chiaramente l’esempio che vi abbiamo proposto vale per ogni indice mondiale e per ogni azione che stacchi dividendo. Soprattutto sul mercato statunitense ci sono moltissime azioni che distribuiscono generosi dividendi.

  
  
  

LETTURE

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