Perchè dovresti investire nei Mercati di Frontiera – Frontier Markets

  
  
I Frontier Markets, ovvero i paesi pre-emergenti, sono un'ottima scommessa per gli investimenti di lungo periodo. Come investire limitando i rischi?

E’ complicato trovare una definizione univoca e soddisfacente di Mercato di Frontiera (Frontier Market).

A volte, in maniera esemplificativa, per identificare tali paesi si utilizza l’espressione di mercati pre-emergenti.

I fan dei Bric(s) si stanno già stropicciando gli occhi al solo pensiero: stiamo parlando infatti di mercati più giovani, che si trovano in una fase di sviluppo economico iniziale e che hanno volumi borsistici molto bassi se paragonati ai paesi emergenti.

Identificare tali mercati valutando la capitalizzazione di Borsa potrebbe essere comunque limitante, perchè alcuni paesi molto interessanti la Borsa non ce l’hanno nemmeno oppure è grande poco più di una sala d’aspetto di un piccolo edificio pubblico.

Giusto per dare un’idea, il Ruanda è ritenuto un paese che può crescere molto in futuro, ma il Rwanda Stock Exchange lista la bellezza di soli 7 titoli e racchiude in sè ancora l’anima genuina del commercio, ancora lontano da computer e terminali guidati da algoritmi frenetici (forse). Non a caso il Ruanda non compare in nessuno degli indici MSCI.

Traders at the Rwanda Stock Exchange. Credits World Bank Photo Collection

Traders at the Rwanda Stock Exchange. Credits World Bank Photo Collection

Considerando, al contrario, i volumi degli scambi, succede che nei benchmark dei Frontier Markets finiscano paesi tra i più ricchi del mondo, quali Kuwait e Qatar (fino a pochi anni fa). Ricchissimi ma non talmente grandi da essere considerati al pari degli emergenti.

Queste difficoltà nella definizione del paniere di partenza implicano che, parlando di rendimenti di ETF o Fondi specializzati, ci troviamo di fronte a performance molto diverse tra loro, perchè ogni gestore tende a selezionare in autonomia le aree che più lo convincono.

C’è chi, tra il serio e il provocatorio, arriva anche a dire che un paese è da considerarsi un Frontier Market se non ha uno Starbucks (fonte: Forbes).

MSCI Frontier Market Index

Gli Indici MSCI sono i più autorevoli in materia di definizione di panieri globali, quindi andiamo ad esaminare il MSCI Frontier Market Index che contiene i seguenti paesi (aggiornamento a ottobre 2016).

Probabilmente sarete sorpresi nel vedere alcune nazioni europee.

Composizione MSCI Frontier Markets Index, aggiornato a Ottobre 2016

Composizione MSCI Frontier Markets Index, aggiornato a Ottobre 2016

Con ogni probabilità, da Maggio 2017, il Pakistan abbandonerà questo paniere per finire in quello degli Emerging Markets. Piccole promesse crescono.

Di seguito i rendimenti, confrontati con l’indice MSCI ACWI + FM, che contiene tutti i paesi del mondo (developed, emerging, frontiers), pesati opportunamente secondo le capitalizzazioni.

Rendimenti MSCI Frontier Markets - Aggiornamento Ottobre 2016

Rendimenti MSCI Frontier Markets – Aggiornamento Ottobre 2016

Esaminando i pesi settoriali, quello finanziario occupa da solo più del 40%, seguito dalle telecomunicazioni e dai consumi (anche questo un settore molto interessante).

Tra i paesi maggiormente rappresentati, spiccano Kuwait e Argentina.

Pesi Settoriali e Geografici per MSCI Frontier Markets - Aggiornamento 30 Settembre 2016

Pesi Settoriali e Geografici per MSCI Frontier Markets – Aggiornamento 30 Settembre 2016

Perchè i Mercati di Frontiera sono interessanti

Tutto è racchiuso in una frase, che, in versioni differenti, viene più o meno pronunciata da tutti i piccoli investitori sognanti: “Ahh, se solo avessi investito i miei soldi quando la Cina non era ancora la Cina”.

In questa affermazione colorita e genuina si racchiude l’essenza del perfetto investimento: scegliere l’asset giusto, con un market timing ottimale.

Se ci fidiamo degli analisti, che ci dicono che le economie dei mercati di frontiera correranno (o stanno già correndo) molto più di quelle dei paesi emergenti, allora non ci dobbiamo pensare due volte. E’ un ottimo investimento per il lungo periodo, con rendimenti annualizzati a due cifre.

Con una configurazione demografica molto favorevole, una volta potenziate le infrastrutture (edilizie, meccaniche, informatiche), questi paesi regaleranno grandissime opportunità di investimento agli investitori locali e non.

In alcuni casi, le abbondanti scorte di risorse naturali e materie prime possono giocare un ruolo fondamentale nello sviluppo futuro di questi paesi.

Quali sono i rischi? 

Proprio le materie prime possono essere viste anche come un rischio. In un periodo, come quello attuale, in cui i prezzi sono scesi ai minimi in molti casi, è chiaro che le esportazioni ne risentirebbero.

Tra i fattori di rischio, per molti di questi paesi vanno tenuti in conto l’instabilità sociale e politica, il rischio terrorismo, le epidemie. Tutti rischi già noti per i paesi emergenti, ma con probabilità ancora maggiore per alcuni frontier.

Dal punto di vista prettamente borsistico, invece, i rischi sono l’enorme volatilità che le quotazioni possono soffrire, il dover operare con titoli poco liquidi e il rischio di panic selling (o flight to quality verso altri lidi) a fronte anche di eventi globali poco correlati alle realtà domestiche.

Come investire nei Mercati di Frontiera? 

Le opportunità di investimento ci sono, ovviamente tramite fondi ed ETF. Comprare le singole azioni, oltre che praticamente impossibile per un investitore privato, risulta altamente sconsigliato.

Nel caso dei Frontier Markets, ci sentiamo di privilegiare la gestione attiva, che è sempre preferibile nel caso di mercati così complicati, remoti, di nicchia. Secondo noi, quindi, meglio fondi che ETF per questa tipologia di investimento.

Sul lungo termine, uno stock picking intelligente potrebbe essere premiante, ma chiaramente sono solo ipotesi. In ogni caso, i rendimenti potranno essere molto diversi tra i vari strumenti a disposizione.

Una scelta furba potrebbe essere comprare un mix di fondi/etf, in modo da minimizzare il rischio che un gestore abbia fatto scelte sbagliate.

Di seguito alcune alternative tra cui scegliere. I dati sono aggiornati al 14 ottobre 2016.

Strumento Descrizione YTD % 1a
%
3a
Ann.%
5a
Ann.%
DB X-TRACKERS S&P SEL FRONTIER UCITS ETF (XSFR) ETF quotato su Borsa Italiana che replica l’indice S&P SELECT FRONTIER NTR 19,27 19,41 6,24 7,81
HSBC Global Investment Funds – Frontier Markets Class IC (LU0666200349) Il fondo può detenere azioni di qualsiasi paese di frontiera, ma anche azioni di società che conducono attività in tali paesi. E’ possibile l’utilizzo di derivati. 7,97 9,00 11,32  15,97
Schroder International Selection Fund Frontier Markets Equity C (LU0562314715) Almeno due terzi del fondo sono investiti in azioni di società dei mercati di frontiera 10,08 8,67 9,53 15,09
Templeton Frontier Markets Fund A(acc)USD (LU0390136736) Il fondo investe principalmente in titoli di società situate o operanti nei paesi di frontiera. Le società sono identificate tramite ricerche proprie, al fine di valorizzare quelle ignorate dagli indici tradizionali e che possono generare profitti sul lungo termine. 4,79 4,43 3,88 9,04

In generale, sul sito Morningstar, è possibile trovare una lunga lista di fondi, specializzati nei mercati di frontiera.

Gestire i Mercati di Frontiera nel portafoglio 

Ora che abbiamo un quadro completo, possiamo pensare a come gestire in maniera ottimale l’investimento nei Frontier Markets.

Abbiamo appurato che l’investimento è, per quanto promettente, molto rischioso in termini di possibili perdite e volatilità.

Basti guardare, nel grafico con le quotazioni prima esposto, cosa è accaduto nel passato: una perdita del 67,8% tra gennaio 2008 e marzo 2009. Ciò dovrebbe indurre l’investitore a dedicare solo una piccola parte del portafoglio (max 5%) ai mercati di frontiera.

Se investite nei Mercati di Frontiera, inoltre, dovreste investire anche negli Emerging Markets.

Non ha senso avere in portafoglio i primi ma non i secondi. Il motivo è semplice: le nazioni più promettenti, che ottengono risultati migliori, prima o poi passano dalla categoria Frontier a quella Emerging (vedi Pakistan). Non vorrete mica crescere i vostri pupilli e poi abbandonarli sul più bello?

Detto questo, è bene comprare un mix di fondi/ETF sui Frontier Markets se:

  • il loro peso complessivo nel portafoglio non supera il 5% (o poco più se l’orizzonte temporale è lunghissimo e voi non temete nulla)
  • possedete già investimenti negli Emerging Markets (o decidete di comprarli)
  • accettate un aumento del rischio complessivo del portafoglio
  • avete un orizzonte temporale lungo (parliamo sempre di azionario, infatti)

Sintetizzando il tutto con un grafico a torta, che fa sempre piacere, se la vostra quota di azionario è composta da 70% developed countries e 30% emerging, potreste rivederla come segue:

  
  
  
Categoria Peso Strumento
Developed 70% Azionario Paesi Sviluppati
Emerging 25% Azionario Paesi Emergenti
Frontier 5% Azionario Mercati di Frontiera

Per coloro che volessero approfondire il tema dei nuovi mercati emergenti, consigliamo il capolavoro Nazioni in fuga. Alla ricerca dei prossimi miracoli economici, di cui abbiamo anche realizzato una recensione.

  
  
  

LETTURE

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